Lingua

La Nonna

tavolo in vetro e pizzo digitale

“La Nonna” viene da un mondo riflesso, da un universo lontano. Se sia una creatura aliena, una invenzione della mente, un personaggio della fantasia o davvero “mia nonna” poco importa. “La Nonna” è un paradosso, è una opzione, una possibilità, una strada diversa da quella che è stata, è la certezza del passato e l’ipotesi per “un” futuro. “La Nonna” siamo noi stessi, le nostre contraddizioni, le nostre immagini, i nostri sogni, i nostri mondi. “La Nonna” è un modo, ma non l’unico modo possibile. D’altra parte, chi ha mai detto che di Nonna ce n’è una sola? “La Nonna” vuole essere un oggetto che mette in discussione la linearità evolutiva tramite un “crossover”, una interazione di campo tra passato e futuro. Cosa sarebbe oggi la nostra sensibilità artistica se al barocco non fosse seguita l’esperienza illuminista? Cosa sarebbe oggi il nostro “abitare” se gli equilibri storici, culturali e tecnologici avessero seguito strade differenti? “La Nonna” è un tentativo di sperimentazione della necessità espressiva “barocca” di manifestare sensazioni e mondi sconosciuti – anche tramite forme, linee, spazi (l’infinito, l’eternità, l’imprevedibilità…) proiettata nella dinamica del contemporaneo.

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